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	<title>Stati Uniti - Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</title>
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	<title>Stati Uniti - Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</title>
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		<title>Carovana delle persone in cammino: il Messico è sempre più un imbuto.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Orsetta Bellani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jan 2022 09:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altreconomia]]></category>
		<category><![CDATA[Foto: O.B.]]></category>
		<category><![CDATA[carovana migrante]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricardo ha capito che doveva abbandonare l’Honduras a fine ottobre 2021 quando, a pochi isolati da casa sua, un’amica transgender è stata uccisa. Da tempo l’omofobia che si respirava nel suo quartiere gli faceva paura, e la mancanza di lavoro lo tormentava. Ricardo non ci ha pensato due volte: ha preso le sue cose e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ricardo ha capito che doveva abbandonare l’Honduras a fine ottobre 2021 quando, a pochi isolati da casa sua, un’amica transgender è stata uccisa. Da tempo l’omofobia che si respirava nel suo quartiere gli faceva paura, e la mancanza di lavoro lo tormentava. Ricardo non ci ha pensato due volte: ha preso le sue cose e si è messo in cammino verso Nord. Sapeva che pochi giorni dopo da Tapachula, una città che si trova sulla frontiera meridionale del Messico, sarebbe partita una “carovana di migranti”, come si definisce la strategia dei migranti che consiste in viaggiare in grandi gruppi e alla luce del sole per sentirsi più sicuri. Per raggiungere Tapachula e gli altri membri della carovana, Ricardo ha dovuto attraversare Honduras e Guatemala in autobus, e passare illegalmente la frontiera messicana.</p>



<p>La “Carovana per la giustizia, la dignità e la libertà del popolo migrante in cammino” ha percorso una ventina di chilometri al giorno per più di 50 giorni, a volte sotto il sole cocente del tropico, altre volte sotto la pioggia. I migranti, soprattutto provenienti dall’America Centrale, ma anche da Haiti e Cuba, hanno dormito nelle piazze dei paesi che attraversavano, o ai bordi delle strade. In alcune occasioni parroci, Comuni o la popolazione hanno portato loro acqua, viveri e disinfettante per curarsi le vesciche, ma spesso nessuno si è avvicinato.&nbsp;</p>



<p>Dopo cinque settimane di cammino, la carovana è arrivata a Città del Messico, dove le autorità hanno offerto ai migranti un visto umanitario. Alcune famiglie hanno deciso di rimanere, ma la maggior parte ha preferito continuare il suo viaggio verso gli Stati Uniti. Durante i 1.130 chilometri che ha percorso, la “Carovana per la giustizia, la dignità e la libertà del popolo migrante in cammino” si è sfilata e riorganizzata. Alcune persone che ne facevano parte, come Ricardo, si sono staccate e hanno continuato il viaggio verso Nord da sole, e allo stesso tempo persone nuove si sono aggiunte strada facendo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="980" height="654" src="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2022/01/CARA291021OB10.jpg?resize=980%2C654&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3261" srcset="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2022/01/CARA291021OB10.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2022/01/CARA291021OB10.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2022/01/CARA291021OB10.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2022/01/CARA291021OB10.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2022/01/CARA291021OB10.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure>



<p>Quando è partita, la carovana era composta principalmente da migranti che da mesi erano bloccati a Tapachula in attesa di ricevere una risposta alla loro richiesta di asilo. Questo perché nel 2021 la Comisión Mexicana de Ayuda a Refugiados (Comar) ha ricevuto più di 131mila domande, registrando un aumento del 300% rispetto all’anno precedente, e non è stata in grado di processarle tutte. Un gruppo di migranti ha quindi deciso di lasciare la città in carovana per uscire da quella che considerano come una prigione a cielo aperto e, allo stesso tempo, per rendere visibile la loro situazione all’opinione pubblica nazionale e internazionale.&nbsp;</p>



<p>Il Messico è sempre più una specie di imbuto perché durante lo scorso anno il flusso di migranti verso gli Stati Uniti è triplicato, contemporaneamente all’inasprimento della politica migratoria del governo messicano. Il risultato è che molte persone arrivano in Messico senza riuscire poi a trovare un’uscita verso Nord. L’aumento dei flussi migratori è determinato soprattutto dalla crisi economica causata dalla pandemia, dagli uragani che hanno colpito l’America Centrale nell’autunno 2020, dal terremoto e la crisi sociale scatenata dall’omicidio del presidente di Haiti, oltre che dall’illusione che l’arrivo di Joe Biden alla Casa Bianca avrebbe portato ad una svolta nelle politiche migratorie statunitensi.&nbsp;</p>



<p>Da ottobre 2020 a ottobre 2021, 1,7 milioni di migranti sono stati fermati dalle autorità sulla frontiera meridionale statunitense, e anche dall’altra parte del confine si è registrato un record: nessun governo messicano ha fermato tanti migranti in un anno come quello di López Obrador. Il presidente progressista è arrivato a schierare 14mila effettivi della Guardia Nazionale sulla frontiera meridionale messicana con il proposito esplicito di bloccare i migranti, a seguito delle minacce dell’ex presidente Usa Donald Trump di aumentare i dazi delle importazioni messicane del 5% se non avesse impedito ai migranti di arrivare alla frontiera meridionale statunitense.</p>



<p>Le violenze della Guardia Nazionale contro la popolazione migrante sono state molte, dai tentativi di bloccare le carovane -facendo muro con scudi e manganelli- alle sparatorie contro i veicoli che li trasportano, che hanno causato anche dei morti. D’altra parte, in più di un’occasione i migranti sono stati vittime di incidenti stradali. A novembre, 12 migranti sono morti carbonizzati all’interno di due automobili dopo un incidente, ma il più grave è avvenuto il 9 dicembre, quando in Chiapas si è ribaltato un camion su cui 166 migranti viaggiavano ammassati. Nell’incidente sono morte 56 persone, schiacciate dai loro compagni di viaggio.&nbsp;</p>



<p>Il fatto che, prima di ribaltarsi, il camion sia passato davanti a tre posti di blocco senza essere mai stato fermato fa sospettare della possibilità che le autorità stessero insabbiando il traffico di persone. Si tratta di un’attività molto lucrativa: i migranti avevano pagato quasi 10mila euro per essere trasportati dal Chiapas al Texas.&nbsp;“La causa profonda di incidenti come questo è l’inasprimento delle politiche migratorie. I trafficanti vedono aumentare il loro beneficio economico e le reti di traffico di persone si rafforzano”, spiega Rita Robles di&nbsp;<a href="https://www.alianzaamericas.org/?lang=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alianza Americas</a>, Ong che lavora con migranti di origine latina negli Stati Uniti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="654" src="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2022/01/CARA311021OB4.jpg?resize=980%2C654&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3264" srcset="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2022/01/CARA311021OB4.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2022/01/CARA311021OB4.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2022/01/CARA311021OB4.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2022/01/CARA311021OB4.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2022/01/CARA311021OB4.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure>



<p>Carmen tira fuori dalla borsa alcuni fogli che le ha consegnato un tribunale del Salvador. “Un tribunale mi da ragione, non ho solo la mia parola”, dice mentre mostra i documenti. Si trattava della denuncia contro il suo ex compagno e alcuni suoi amici che fanno parte di una&nbsp;<em>gang</em>. “Sono venuti a casa mia dicendo che mi davano quindici giorni per tornare con lui, se non lo avessi fatto mia figlia di sette anni ne avrebbe pagato le conseguenze”. Malgrado la paura Carmen non ha perso lucidità: il giorno dopo ha preso sua figlia e una valigia e si è incamminata verso gli Stati Uniti.</p>



<p>“Devo stare lontana dall’Honduras per proteggere mia figlia. Ci sono molte persone nella carovana che, come me, stanno fuggendo da qualcosa o da qualcuno”, racconta Carmen mentre la bambina gioca con un’amica nel campo da&nbsp;<em>basket</em>&nbsp;del paese di Acacoyagua, nel Chiapas. Da lì mancano circa 3mila chilometri alla frontiera con gli Stati Uniti. Se riuscirà a raggiungerla, a Carmen toccherà aspettare lì fino a sei mesi. Questo perché dal 6 dicembre 2021 è entrato nuovamente in vigore il Migrant Protection Protocols (MPP), un programma del governo statunitense che obbliga i richiedenti asilo ad aspettare la risposta in Messico.</p>



<p>Il programma è stato creato da Trump e negli anni scorsi circa 70mila migranti sono rimasti bloccati sulla frontiera settentrionale messicana in attesa della risposta alla loro richiesta d’asilo da parte di una corte statunitense. La cancellazione del Migrant Protection Protocols è stata una delle promesse di campagna di Biden, che allora lo definì “inumano”, ma ad agosto scorso un tribunale federale del Texas ha ordinato che tornasse in vigore.&nbsp;</p>



<p>Secondo Rita Robles di Alianza Americas, la riattivazione del Migrant Protection Protocols mette in luce l’esistenza di un problema di sovranità del Messico. “Il programma è imposto arbitrariamente da un tribunale statunitense e il Messico non è obbligato a riattivarlo; lo ha accettato nuovamente perché gli Stati Uniti hanno donato dei vaccini”.&nbsp;</p>



<p>“La sua amministrazione ha preso la decisione di normalizzare ed ampliare una politica crudele di dissuasione, che fallisce nell’affrontare le cause di fondo della migrazione”, ha scritto a dicembre un gruppo di parlamentari democratici al presidente. In risposta, il 30 dicembre Biden ha chiesto alla Corte Suprema, che è composta in maggioranza da giudici repubblicani, di cancellare nuovamente il Migrant Protection Protocols. Carmen teme che le gang del Salvador abbiano contatti in Messico e che questi la possano trovare. Sa che solo una volta raggiunti gli Stati Uniti, quando arriverà a casa di sua sorella, lei e sua figlia si sentiranno sicure.</p>



<p><em><a href="https://altreconomia.it/carovana-delle-persone-in-cammino-il-messico-e-sempre-piu-un-imbuto/">Articolo pubblicato su Altreconomia l’11 gennaio 2022</a></em></p><p>The post <a href="https://sobreamericalatina.com/it/2022/01/13/carovana-delle-persone-in-cammino-il-messico-e-sempre-piu-un-imbuto/">Carovana delle persone in cammino: il Messico è sempre più un imbuto.</a> first appeared on <a href="https://sobreamericalatina.com">Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il futuro secondo i cubani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Orsetta Bellani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2015 12:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Foto: O.B.]]></category>
		<category><![CDATA[Q Code Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[disgelo diplomatico]]></category>
		<category><![CDATA[normalizzazione relazioni diplomatiche]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Daniel López guida la sua Fiat 650 azzurro fiammante del 1984 fra le strade quasi deserte dell’Avana. Con lo sguardo fisso sulla strada parla del tema del momento: il disgelo diplomatico con gli Stati Uniti. Il 20 luglio scorso i due paesi hanno ristabilito le relazioni e riaperto le ambasciate, e il 14 agosto il Segretario di Stato John Kerry è arrivato all’Avana per presenziare alla cerimonia ufficiale. Per la prima volta, dopo 70 anni, un Segretario di Stato statunitense ha toccato il suolo dell’isola.</p>



<p>Il giovane riconosce i risultati che l’isola ha raggiunto nella sanità e nell’educazione pubblica, ma si lamenta del suo salario da infermiere che nel tempo libero lo obbliga a lavorare come tassista informale. «Non credo che l’apertura nei confronti degli Stati Uniti porterà un miglioramento nei nostri salari, ma sicuramente arriveranno più turisti», dice.</p>



<p>Da quando, nel dicembre 2014, è stato annunciato il disgelo diplomatico, i viaggi degli statunitensi a Cuba sono cresciuti del 54 per cento rispetto all’anno precedente. Ma la riattivazione delle relazioni diplomatiche non comporta la loro normalizzazione. Perché questa avvenga, Cuba chiede la fine dell’embargo e l’indennizzo per i danni che ha causato, oltre alla restituzione del territorio in cui si trova la prigione di Guantanamo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="550" src="https://i0.wp.com/localhost/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2023/03/HAB090715OB1-e1481544537370.jpg-1024x575.webp?resize=980%2C550" alt="" class="wp-image-1952" srcset="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2023/03/HAB090715OB1-e1481544537370.jpg.webp?resize=1024%2C575&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2023/03/HAB090715OB1-e1481544537370.jpg.webp?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2023/03/HAB090715OB1-e1481544537370.jpg.webp?resize=768%2C431&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2023/03/HAB090715OB1-e1481544537370.jpg.webp?resize=1000%2C562&amp;ssl=1 1000w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2023/03/HAB090715OB1-e1481544537370.jpg.webp?w=1456&amp;ssl=1 1456w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Foto: O.B.</em></figcaption></figure>



<p>Il 28 luglio un membro del Congresso repubblicano e una democratica hanno presentato una proposta di legge per mettere fine all’embargo, appoggiata dal 59 per cento della popolazione e alcune&nbsp;<em>lobbies</em>&nbsp;intenzionate ad investire nell’isola, ma osteggiata dal Congresso che è in maggioranza repubblicano. Lo stesso Congresso che, ha assicurato la Casa Bianca, presto riceverà la bozza di un piano per chiudere la prigione di Guantanamo.</p>



<p>L’avvicinamento tra i due paesi è passato per una lunga fase di decostruzione degli stereotipi che entrambi i governi costruirono sull’altra parte. «Quando ero bambini si parlava degli Stati Uniti come di un paese in cui c’è molto razzismo, disuguaglianze e sfruttamento», racconta Mario Castillo, un maestro quarantenne. «Le cose sono andate cambiando. Negli anni ’90, quando è caduta l’Unione Sovietica, il governo cubano ha iniziato a distinguere lo stato nordamericano dalla sua società, il suo cinema e la sua letteratura; improvvisamente è apparsa l’immagine di un popolo che non conoscevamo. Dal 2000 il governo cubano ha promosso l’avvicinamento con la società civile statunitense, ad esempio attraverso incontri tra giovani socialisti, in modo che i nordamericani conoscessero il nostro paese e, una volta a casa, facessero pressione sul loro governo affinché cambiasse il suo atteggiamento nei confronti di Cuba».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="980" height="735" src="https://i0.wp.com/localhost/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2023/03/HAB010715OB9-e1481544588804.jpg-1024x768.webp?resize=980%2C735" alt="" class="wp-image-1955" srcset="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2023/03/HAB010715OB9-e1481544588804.jpg.webp?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2023/03/HAB010715OB9-e1481544588804.jpg.webp?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2023/03/HAB010715OB9-e1481544588804.jpg.webp?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2023/03/HAB010715OB9-e1481544588804.jpg.webp?resize=1000%2C750&amp;ssl=1 1000w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2023/03/HAB010715OB9-e1481544588804.jpg.webp?w=1456&amp;ssl=1 1456w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Foto: O.B.</em></figcaption></figure>



<p>A maggio l’orchestra sinfonica del Minnesota ha tenuto un concerto nell’isola e il mese seguente la squadra di calcio dei New York Cosmos è arrivata all’Avana per una storica amichevole con la nazionale cubana. Il governo nordamericano ha reso più flessibili i viaggi degli statunitensi a Cuba e ha dato il via libera alle connessioni aeree e marittime tra i due Paesi. Obama ha anche cancellato Cuba dalla lista dei Paesi che secondo il suo governo finanziano il terrorismo e da quella degli stati che, sempre secondo i nordamericani, sono complici del traffico di persone.</p>



<p>Anche l’Unione Europea è dello stesso avviso, e ha affiancato un dialogo sui diritti umani ai negoziati per l’apertura commerciale con Cuba. «Noi siamo preoccupati per la situazione dei diritti umani negli Stati Uniti, Europa e nel mondo intero, abbiamo profonde differenze con Stati Uniti ed Unione Europea nel definire cos’è un diritto umano», ribatte Leonel González dell’associazione cubana Centro Martin Luther King. «A Cuba, a causa della guerra con gli Stati Uniti, è stato dichiarato lo “stato di emergenza”, che ha limitato alcuni diritti come per esempio l’uso dei media. Ma ci sono milioni di europei che non hanno un lavoro, anche lì c’è una grande violazione dei diritti umani».</p>



<p>Alfredo, castrista di 75 anni che in gioventù ha partecipato alla battaglia della Baia dei Porci (1961), vede nella decisione di Obama l’ammissione del fallimento della sua politica verso Cuba, ma anche una minaccia per il governo di Castro. «Gli Stati Uniti non smetteranno di lottare contro il governo cubano. Lo faranno come lo hanno sempre fatto, in modo sotterraneo», dice Alfredo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="980" height="550" src="https://i0.wp.com/localhost/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2015/08/HAB090715OB5-1024x575.jpg?resize=980%2C550" alt="" class="wp-image-2357" srcset="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2015/08/HAB090715OB5.jpg?resize=1024%2C575&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2015/08/HAB090715OB5.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2015/08/HAB090715OB5.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2015/08/HAB090715OB5.jpg?resize=1536%2C863&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2015/08/HAB090715OB5.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Foto: O.B.</em></figcaption></figure>



<p>La figlia di Alfredo è migrata negli Stati Uniti dieci anni fa e sua moglie, che ogni anno la va a visitare, si aspetta grandi cose dalla possibile entrata delle imprese statunitensi nel paese. «Io spero che arrivino e portino sviluppo. Se mi fa paura l’entrata del capitalismo? No, visto che a Cuba già esiste e l’avvicinamento agli Stati Uniti è solo un passo in più in questa direzione».</p>



<p>Teresa si riferisce alle riforme di apertura dell’economia che Cuba sta promuovendo a seguito della crisi degli anni ’90, quando è caduta l’Unione Sovietica ed è venuto meno l’aiuto che concedeva all’isola. Dove prima esistevano solo imprese ed attività statali, sono arrivate le compagnie straniere e i turisti. Le generazioni cresciute dopo gli anni ’60 conobbero per la prima volta il consumismo e impararono a conviverci. «Culturalmente oggi molti cubani vogliono consumare, e spesso nei luoghi in cui il consumismo s’impone, il capitalismo avanza molto velocemente. Penso che questo sia un momento molto delicato per la rivoluzione cubana», avverte l’attivista e analista uruguaiano Raúl Zibechi.</p>



<p>La legge sugli investimenti stranieri dell’aprile 2014 legalizzò la presenza di imprese miste e a capitale totalmente straniero, che opererebbero nel nuovo porto di Mariel, una zona franca di 465.4 Km² dove le imprese godono di incentivi fiscali e doganali. Grazie anche alla vicinanza con lo sbocco del canale di Panama, il porto rappresenterà un hub di primaria importanza per le navi container in arrivo e in uscita dal continente americano, e potrà accogliere le nuove mega-navi chiamate Post-Panamax.</p>



<p>«Il carattere socialista di un paese non è determinato dalla piccola economia, ma dal fatto che i mezzi di produzione e i programmi fondamentali del paese sono nelle mani dello Stato, sotto il suo controllo e supervisione». Ma c’è chi pensa che l’isola abbia intrapreso un cammino che snatura il suo carattere socialista. «Cuba sta costruendo una società capitalista nello stile di Cina e Vietnam, con tutte le libertà per quanto riguarda il commercio e gli investimenti, ma senza le “libertà politiche” delle democrazie europee, e con un partito unico», afferma Isbel Díaz dell’associazione cubana Observatorio Crítico.</p>



<p><em><a href="http://www.qcodemag.it/2015/08/17/il-futuro-secondo-i-cubani/" target="_blank" rel="noopener" title="">Articolo pubblicato da Q Code Magazine il 17.08.2015</a></em></p><p>The post <a href="https://sobreamericalatina.com/it/2015/08/31/il-futuro-secondo-i-cubani/">Il futuro secondo i cubani</a> first appeared on <a href="https://sobreamericalatina.com">Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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