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	<title>impunità - Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</title>
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		<title>Messico, fotoreporter ucciso insieme a quattro donne: quarto giornalista trovato morto nel 2015 nel solo Stato di Veracruz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Orsetta Bellani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2015 12:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Fatto Quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[impunità]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di espressione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno, neanche due mesi fa,<strong>&nbsp;Rúben Espinosa Becerril</strong>&nbsp;ha trovato tre uomini che lo aspettavano davanti alla sua casa nello&nbsp;<strong>Stato di Veracruz</strong>&nbsp;(Messico). Lo hanno guardato in modo aggressivo, lo hanno fotografato e uno di loro gli ha fatto un segno come a dire “¿Qué pedo?”, “E allora?”. La sera, rincasando, Rubén si è dovuto<strong>&nbsp;nascondere</strong>&nbsp;in un negozio per seminare due inseguitori, e davanti al portone ha trovato altri due uomini che stavano lì, fissandolo.</p>



<p>Il trentunenne, che lavorava come fotografo per l’agenzia di stampa<strong>&nbsp;Cuartoscuro</strong>&nbsp;e il settimanale<em>&nbsp;Proceso</em>, è stato ucciso venerdì in un appartamento di<strong>&nbsp;Città del Messico</strong>. Era stato invitato a cena dalla sua amica&nbsp;<strong>Nadia Vera</strong>, un’attivista sociale che conviveva con altre due ragazze. Sono stati tutti freddati con un colpo alla testa, insieme alla donna delle pulizie. I cinque corpi presentavano segni di&nbsp;<strong>tortura</strong>&nbsp;e sono stati trovati con le mani e i piedi legati.</p>



<p>“Si era trasferito da Veracruz a Città del Messico due mesi fa per cercare nuove opportunità di lavoro”, ha affermato ieri (domenica) in conferenza stampa il procuratore&nbsp;<strong>Rodolfo Ríos Garza</strong>. In realtà, Rubén aveva lasciato Veracruz a causa delle continue&nbsp;<strong>intimidazioni</strong>&nbsp;che riceveva e si era rifugiato nella capitale non solo perché è la sua città natale, ma perché è considerata un porto sicuro per i giornalisti che vivono sotto minaccia.</p>



<p>“Tutti vengono attaccati quando criticano il governatore&nbsp;<strong>Javier Duarte</strong>, e me ne sono dovuto andare a causa del contesto di violenza in cui vivono i giornalisti in Veracruz”, ha affermato Rúben Espinosa in un’intervista. Da tempo il giovane, che con il suo lavoro raccontava le&nbsp;<strong>proteste sociali</strong>&nbsp;in Messico, era attivo nel denunciare le difficoltà che sono costretti a sopportare i suoi colleghi nello Stato di Veracruz, la regione più pericolosa per i giornalisti nel continente americano.</p>



<p>Il giovane fotografo raccontava la violenza di stato contro la&nbsp;<strong>libertà di espressione</strong>&nbsp;e del ruolo di primo piano del governatore di Veracruz,&nbsp;<strong>Javier Duarte Ochoa</strong>. Il giorno prima di trovare quegli uomini ad aspettarlo sotto casa, aveva partecipato a una cerimonia in ricordo di&nbsp;<strong>Regina Martínez</strong>, giornalista uccisa nel 2012 mentre indagava sulle relazioni tra il governo dello Stato di Veracruz e il cartello criminale de&nbsp;<strong>Los Zetas</strong>.</p>



<p>Con Rubén sono<strong>&nbsp;14 i giornalisti assassinati</strong>&nbsp;in Veracruz dall’entrata in carica del governatore Duarte Ochoa, nel dicembre 2010. Quattro di loro sono stati trovati morti nei primi sette mesi del 2015. E ieri, poche ore prima che in varie città del paese si svolgessero manifestazioni per chiedere giustizia per Rubén e le 4 donne assassinate, in Veracruz un commando&nbsp;<strong>ha sparato</strong>&nbsp;contro la redazione – in quel momento deserta – del quotidiano&nbsp;<em><strong>Presente</strong></em>, e ha appiccato il fuoco.</p>



<p>L’associazione internazionale&nbsp;<strong>Article 19</strong>, che difende il diritto alla libertà di espressione, denuncia che le autorità incaricate di proteggere i giornalisti “non hanno mosso un solo dito a favore di Espinosa”, malgrado la situazione del fotografo fosse conosciuta pubblicamente. La procura ha affermato che non scarta nessuna ipotesi di indagine, e si contempla anche quella del&nbsp;<strong>furto</strong>, visto che l’appartamento in cui sono stati rinvenuti i cinque cadaveri è stato saccheggiato.</p>



<p>“Questa mi sembra la<strong>&nbsp;barzelletta</strong>&nbsp;del giorno”, ha dichiarato la giornalista e politologa messicana&nbsp;<strong>Denise Dresser</strong>, commentando la dichiarazione del procuratore Ríos Garza.</p>



<p>L’eliminazione fisica dei giornalisti scomodi non è una prassi del solo Stato di Veracruz, e il Messico è uno dei paesi più pericolosi al mondo per esercitare la professione. “Da alcuni anni ci siamo convertiti in corrispondenti di guerra nella nostra terra”, ha scritto la pluripremiata giornalista messicana&nbsp;<strong>Marcela Turati</strong>. Negli ultimi 15 anni, in Messico 25 giornalisti sono&nbsp;<em><strong>desaparecidos</strong></em>&nbsp;e 103 sono stati uccisi.</p>



<p>Nel primo semestre del 2015 le aggressioni contro la stampa sono aumentate di quasi il 40% rispetto all’anno scorso.&nbsp;<strong>Ogni 26 ore</strong>&nbsp;viene aggredito un giornalista e, secondo Article 19, la maggior parte degli attacchi non provengono dal crimine organizzato, ma dalle&nbsp;<strong>autorità</strong>. Autorità che, proclami a parte, non fanno il corretto uso degli abbondanti strumenti che il diritto messicano mette a disposizione per la protezione dei giornalisti. Solo il 10% delle denunce arrivano davanti a un giudice, e solo due casi sono stati risolti con una sentenza. L’impunità è ciò che permette alla violenza di riprodursi: in Messico chi uccide giornalisti sa che non dovrà pagare nessun prezzo.</p>



<p>“Non ho fiducia in nessuna istituzione dello stato, non ho fiducia nel governo,&nbsp;<strong>ho paura</strong>&nbsp;per i miei colleghi e per me”, ha dichiarato Rubén Espinosa poco prima di morire.</p>



<p><em><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/03/messico-fotoreporter-ucciso-insieme-a-quattro-donne-quinto-giornalista-trovato-morto-nel-2015/1929500/" target="_blank" rel="noopener" title="">Articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano il 3.08.2015</a></em></p><p>The post <a href="https://sobreamericalatina.com/it/2015/08/03/messico-fotoreporter-ucciso-insieme-a-quattro-donne-quarto-giornalista-trovato-morto-nel-2015-nel-solo-stato-di-veracruz/">Messico, fotoreporter ucciso insieme a quattro donne: quarto giornalista trovato morto nel 2015 nel solo Stato di Veracruz</a> first appeared on <a href="https://sobreamericalatina.com">Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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