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	<title>crimini di stato - Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</title>
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	<title>crimini di stato - Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</title>
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		<title>Il movimento in Messico che chiede giustizia per la violenza di Stato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Orsetta Bellani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 10:24:56 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un’autostrada che taglia in due un bosco di pini. Una manifestazione che da Cuernavaca si dirige a Città del Messico: 80 chilometri in salita, camminando sull’asfalto sotto un sole intermittente con la speranza di essere ricevuti nella capitale dal presidente Andrés Manuel López Obrador. Era il gennaio del 2020 e il Movimento per la pace con giustizia e dignità (Mpjd) riuniva nuovamente migliaia di vittime della militarizzazione che il governo messicano ha portato avanti dal 2006 con la scusa di combattere la criminalità organizzata, e che ha causato<br>più di 90mila desaparecidos, 340mila sfollati e ha portato a una media di 10 femminicidi al giorno.</p>



<p>Quella mobilitazione è stata una tappa fondamentale verso la celebrazione, avvenuta il primo agosto 2021, di una consultazione popolare in cui si chiedeva alla popolazione messicana se fosse d’accordo con la possibilità di intraprendere un processo per fare luce sulle violazioni dei diritti umani avvenute nel passato. Molti dimostranti scesi in strada nel gennaio 2020 avevano già manifestato nove anni prima, quando le carovane del Mpjd viaggiarono per tutto il Messico e negli Stati Uniti per chiedere la fine di quella che il governo aveva battezzato come “guerra al narcotraffico”.&nbsp;</p>



<p>Per la prima volta, le vittime della militarizzazione si incontravano e condividevano esperienze, parlavano pubblicamente del loro dolore e si organizzavano per chiedere verità e giustizia. “Non ho partecipato alle manifestazioni del 2011, ma questa volta ho deciso di venire e chiedere giustizia per tutte quelle persone che, come me, hanno perso un figlio. È la cosa peggiore che può succedere nella vita”, aveva dichiarato Magdalena<br>Puente González, una manifestante che avevamo incontrato nel gennaio dello scorso anno mentre la manifestazione partiva da Cuernavaca. Si era incamminata con i suoi sandali lungo l’autostrada che porta a Città del Messico, dietro uno striscione che diceva “verità, giustizia, pace”.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="980" height="654" src="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2021/11/CUERNA230120B2.jpg?resize=980%2C654&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3273" srcset="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2021/11/CUERNA230120B2.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2021/11/CUERNA230120B2.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2021/11/CUERNA230120B2.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2021/11/CUERNA230120B2.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2021/11/CUERNA230120B2.jpg?resize=750%2C500&amp;ssl=1 750w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2021/11/CUERNA230120B2.jpg?w=1500&amp;ssl=1 1500w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2021/11/CUERNA230120B2.jpg?resize=1000%2C667&amp;ssl=1 1000w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2021/11/CUERNA230120B2.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Manifestazione del Movimento per la Pace con Giustizia e Dignità, che nel gennaio 2020 ha camminato 80 km tra Cuernavaca e Città del Messico. Foto: Orsetta Bellani</em></figcaption></figure>



<p>López Obrador aveva deciso di non ricevere i dimostranti arrivati nella capitale, il 26 gennaio 2020. Appena eletto, nel 2018, aveva promesso di accogliere la proposta del Mpjd e altre organizzazioni sociali sulla possibilità di creare in Messico dei meccanismi di giustizia transizionale, che sono strumenti giuridici straordinari volti ad affiancare la giustizia ordinaria quando questa riceve un numero così grande di denunce di violazioni dei diritti umani da non essere in grado di processarle.</p>



<p>L’obiettivo della giustizia transizionale è accompagnare un Paese che è appena uscito da un conflitto o da una dittatura verso la riconciliazione della sua società fornendo verità, giustizia, riparazioni e garanzie di non ripetizione alle vittime della violenza. Si considerano meccanismi di giustizia transizionale, ad esempio, le commissioni della verità o i tribunali speciali che giudicano i crimini di guerra, come quello che è stato creato<br>in seguito al genocidio in Ruanda o alla guerra nella ex Yugoslavia.</p>



<p>“Non si può parlare di pace e riconciliazione senza fare luce su quanto successo nel passato”, afferma<br>Jacobo Dayán, ricercatore dell’Università iberoamericana ed esperto in giustizia transizionale. “La logica del governo è invece cercare la risoluzione di alcuni casi emblematici e mediatici, come Ayotzinapa, ma non sta affrontando, come aveva promesso, il problema delle violazioni dei diritti umani in modo sistemico. López Obrador l’ha ripetuto più volte: non vuole giudicare i crimini del passato ma perdonarli”.&nbsp;</p>



<p>“Sono d’accordo con il punto finale”, ha affermato il presidente progressista, rievocando il nome di una “legge d’impunità” argentina che prevedeva il congelamento dei processi riguardanti le sparizioni forzate avvenute durante la dittatura militare. Malgrado sia a favore di dimenticare il passato, durante la sua campagna elettorale López Obrador aveva promesso una consultazione popolare per permettere alla popolazione di<br>decidere se fosse o meno d’accordo sulla possibilità di processare gli ex presidenti per i loro crimini.</p>



<p>Le violazioni dei diritti umani -che durante il governo di López Obrador sono continuate, come sono continuate la militarizzazione e l’impunità- furono allora presentate come un problema superato. La consultazione del primo agosto è stata la prima nella storia del Messico. I suoi promotori -un gruppo di cittadini vicini al presidente- hanno affermato anche di voler convocare un “capitolo Messico” del Tribunale permanente dei popoli, un tribunale popolare e di coscienza fondato a Bologna nel 1979. In realtà era già stato aperto, tra il 2011 e il 2014, raccogliendo migliaia di testimonianze di persone sopravvissute al conflitto messicano.</p>



<p>La domanda della consultazione del primo agosto non si riferiva esplicitamente alla possibilità di processare gli ex presidenti, ma è stata così generica da lasciare spazio a varie interpretazioni, la più comune è che si riferisse alla possibilità di creare una commissione della verità o altri meccanismi di giustizia transizionale. “Non ho partecipato alla consultazione perché secondo me bisognerebbe piuttosto irrobustire la giustizia ordinaria, visto che in Messico esiste un grande problema di impunità”, afferma Jorge Verástegui González, familiare di due persone scomparse, e ricorda che, nel 92% dei casi, a seguito di un delitto non vengono neanche aperte le<br>indagini. “E poi non credo che la giustizia transizionale funzionerebbe in Messico; anche se venissero creati dei buoni meccanismi giuridici, sono sicuro che non ci sarebbe la volontà politica per farli funzionare”.</p>



<p>Molti pensano che la consultazione sia stata superflua, visto che la procura è tenuta a investigare i crimini e le violazioni dei diritti umani. “Questo è vero, ma la Suprema corte di giustizia ha riconosciuto che non esistono canali istituzionali che possono dare risposta a una quantità così grande di richieste di verità e giustizia. Per questo si apre, con la consultazione, la possibilità di stabilire dei meccanismi straordinari di giustizia”, afferma<br>Daniela Malpica dell’organizzazione Justicia Transicional MX.</p>



<p>Solo il 7% dell’elettorato ha partecipato alla consultazione e il 98% ha votato “Sì”. Per alcuni è stato un fallimento e uno spreco di soldi pubblici, altri considerano che sette milioni di persone che chiedono di fornire verità e giustizia alle vittime sono comunque tante, e che il governo dovrebbe prestare loro ascolto. “Inizia una nuova tappa contro l’impunità in cui le vittime saranno poste al centro”, ha affermato Mario Delgado, presidente<br>di Morena (partito al governo, ndr) e ha promesso non solo di creare una commissione della verità e un tribunale del popolo, ma anche una commissione contro l’impunità dei crimini economici del neoliberismo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="735" src="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2021/11/MARIANA0302210B.jpg?resize=980%2C735&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3275" srcset="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2021/11/MARIANA0302210B.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2021/11/MARIANA0302210B.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2021/11/MARIANA0302210B.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2021/11/MARIANA0302210B.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2021/11/MARIANA0302210B.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Femministe protestano a San Cristóbal de Las Casas a seguito del femminicidio della studentessa di medicina</em>&nbsp;<em>Mariana Sánchez, febbraio 2021. Foto: Orsetta Bellani</em><br></figcaption></figure>



<p>“Non credo che l’esecutivo manterrà la sua promessa, se avesse voluto creare una commissione della verità l’avrebbe già fatto. Tra l’altro l’implementazione di meccanismi di giustizia transizionale è stata una delle sue promesse durante la campagna elettorale”, sostiene Daniela Malpica.</p>



<p>Inaspettatamente, la consultazione popolare è stata appoggiata dall’Esercito zapatista di liberazione nazionale (Ezln), che questo autunno si trova in Europa, con una delegazione di più di 160 persone, per conoscere movimenti sociali e lotte di tutto il continente. “Bisogna partecipare alla consultazione, non<br>guardando quelli che stanno in alto ma volgendo lo sguardo alle vittime. Vi invitiamo a organizzarvi<br>perché, forse senza saperlo, potreste essere le future vittime”, ha scritto il subcomandante Moisés in un comunicato.</p>



<p>L’Ezln è andato oltre la convocazione alle urne e ha organizzato assemblee in 756 villaggi indigeni, in cui si è dibattuto di crimini di Stato e impunità, e si è votato a favore di fornire verità e giustizia alle vittime della violenza. Gli indigeni zapatisti sono andati al di là della giornata elettorale e hanno fatto propria la consultazione, che hanno convertito in una piattaforma a favore di una campagna nazionale per la verità e la giustizia, che prenderà forma nei prossimi mesi e a cui si sono unite già varie organizzazioni messicane.</p>



<p><em><a href="https://altreconomia.it/il-movimento-in-messico-che-chiede-giustizia-per-la-violenza-di-stato/">Artículo pubblicato dal mensile Altreconomia nell’ottobre 2021</a></em></p><p>The post <a href="https://sobreamericalatina.com/it/2021/11/24/il-movimento-in-messico-che-chiede-giustizia-per-la-violenza-di-stato/">Il movimento in Messico che chiede giustizia per la violenza di Stato</a> first appeared on <a href="https://sobreamericalatina.com">Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Messico: le torture sessuali ad Atenco furono un “crimine di Stato”</title>
		<link>https://sobreamericalatina.com/it/2019/01/03/messico-le-torture-sessuali-ad-atenco-furono-un-crimine-di-stato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Orsetta Bellani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jan 2019 17:10:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quello di Atenco fu un crimine di Stato. L’ha riconosciuto il 21 dicembre 2018 la Corte Interamericana dei Diritti Umani (CoIDH), con una sentenza in cui afferma che lo Stato messicano è responsabile delle violenze e torture sessuali commesse durante l’operazione di polizia avvenuta a San Salvador Atenco fra il 3 e 4 maggio 2006.&#160;Quella&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quello di Atenco fu un crimine di Stato. L’ha riconosciuto il 21 dicembre 2018 la Corte Interamericana dei Diritti Umani (CoIDH), con una sentenza in cui afferma che lo Stato messicano è responsabile delle violenze e torture sessuali commesse durante l’operazione di polizia avvenuta a San Salvador Atenco fra il 3 e 4 maggio 2006.&nbsp;Quella notte circa 2.500 mila agenti della Polizia Municipale, Statale e Federale entrarono nel paese. Presero a pretesto una rissa tra venditori di fiori nel mercato per vendicarsi della vittoria che i contadini di Atenco avevano registrato nel 2002 contro il governo messicano, quando riuscirono a fermare la costruzione del nuovo aeroporto di Città del Messico sul loro territorio.&nbsp;Gli scontri tra gli abitanti di Atenco e la polizia iniziarono il 2 maggio, e molti accorsero in solidarietà con la popolazione.<br>Tra loro Italia Méndez, militante filozapatista. La notte del 3 maggio Italia Méndez si trovava in una casa di Atenco, quando un gruppo di poliziotti irruppe e la arrestò arbitrariamente. La picchiarono, la insultarono e la trascinarono su un autobus. Nel corridoio c’erano persone sdraiate su cui i poliziotti camminavano. Italia fu depositata nell’ultima fila, sopra altre persone, come fosse un sacco di patate.<br>“Lì iniziarono i soffocamenti, le percosse, le minacce di morte. Mi abbassarono i pantaloni fino alle caviglie e mi alzarono la maglia fino alla testa, rimasi nuda durante tutto il viaggio. Introdussero vari strumenti nella mia vagina, non ho idea di cosa fossero esattamente”, ricorda la donna. “Mentre mi torturavano mi minacciavano di morte, con un linguaggio totalmente misogino, ed ero costretta ad ascoltare mentre venivano torturate le altre persone”.<br>Secondo la governativa Commissione Nazionale dei Diritti Umani (CNDH), 202 vittime dell’operazione hanno subito un trattamento “crudele, inumano e degradante”, 2 studenti sono morti – un ragazzino di 14 anni e uno di 20 – e 23 donne sono state torturate sessualmente dalla polizia. Undici di loro hanno presentato denuncia presso il tribunale internazionale.<br>“La tortura sessuale si può concretizzare con il palpeggiamento di parti intime o con umiliazioni verbali. Ad esempio, dire a una donna ‘puttana’ o affermare che prova gusto ad essere violentata”, spiega l’avvocatessa Araceli Olivos Portugal del Centro Agustín Pro Juárez, Ong che ha accompagnato le donne di Atenco. “Questo tipo di tortura può anche consistere in minacce di violenza sessuale o che hanno a che vedere con i ruoli di genere. I poliziotti dicevano alle donne di Atenco che le stavano violentando perché, invece di stare a casa a cucinare, si erano messe a fare le ribelli”.<br>La donne di Atenco sono ricorse alla Corte internazionale dopo anni di calvario giudiziario nei tribunali messicani, che hanno aperto vari processi penali. L’unico che è arrivato a conclusione ha emesso una sentenza di assoluzione.<br>“Avremmo potuto presentare una denuncia anonima ma abbiamo deciso di non farlo; portiamo lo stigma della violenza sessuale, perché la nostra sessualità è stata esibita pubblicamente, ma pensiamo che mostrare il nostro volto dia più forza alla nostra lotta”, afferma Italia Méndez. “Lo Stato messicano deve rispondere non solo a noi e alle nostre famiglie, ma a tutta la società per essere stato capace di aver utilizzato il corpo della donna come strategia di controllo sociale contro le organizzazioni”.<br>La sentenza della Corte Interamericana dei Diritti Umani afferma che le torture e violenze sessuali sono state compiute per umiliare e castigare le donne di Atenco, e obbliga lo Stato messicano a offrire pubbliche scuse ed indagare sulle responsabilità penali, anche degli alti vertici istituzionali. Tra i responsabili dell’operativo figurano gli ex presidenti Vicente Fox ed Enrique Peña Nieto, che ha concluso il suo mandato alla fine dello scorso novembre, e che tempo fa affermò che le donne di Atenco si erano inventate gli abusi subiti.</p>



<p><em><a rel="noreferrer noopener" href="https://altreconomia.it/messico-torture-sessuali-atenco-crimine-stato/" target="_blank">Articolo pubblicato da Altreconomia il 27 dicembre 2018</a></em></p><p>The post <a href="https://sobreamericalatina.com/it/2019/01/03/messico-le-torture-sessuali-ad-atenco-furono-un-crimine-di-stato/">Messico: le torture sessuali ad Atenco furono un “crimine di Stato”</a> first appeared on <a href="https://sobreamericalatina.com">Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Omicidi di Stato a Oaxaca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Orsetta Bellani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2018 16:24:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando iniziarono a sparare contro il suo pick up, Abraham Ramírez Vásquez aprì la porta e si lasciò rotolare in terra. Si nascose nella vegetazione per qualche minuto, ascoltando gli spari, fino a quando l’automobile dei sicari se ne andò. Tornando, scoprì che Emma Martínez era sopravvissuta perché era riuscita a nascondersi sotto i seggiolini.&#8230;</p>
<p>The post <a href="https://sobreamericalatina.com/it/2018/08/01/omicidi-di-stato-a-oaxaca/">Omicidi di Stato a Oaxaca</a> first appeared on <a href="https://sobreamericalatina.com">Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando iniziarono a sparare contro il suo pick up, Abraham Ramírez Vásquez aprì la porta e si lasciò rotolare in terra. Si nascose nella vegetazione per qualche minuto, ascoltando gli spari, fino a quando l’automobile dei sicari se ne andò.</p>



<p>Tornando, scoprì che Emma Martínez era sopravvissuta perché era riuscita a nascondersi sotto i seggiolini. Alejandro Antonio Díaz Cruz (41 anni), Ignacio Basilio Ventura Martínez (17 anni) e Luis Ángel Martínez (18 anni), erano morti.<a href="https://i0.wp.com/www.sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2018/02/COD4.jpg"></a><a href="https://i0.wp.com/www.sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2018/02/COD4.jpg"></a></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="654" src="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2018/08/COD4.jpg?resize=980%2C654&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3462" srcset="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2018/08/COD4.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2018/08/COD4.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2018/08/COD4.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2018/08/COD4.jpg?w=1359&amp;ssl=1 1359w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure>



<p>L’attacco armato è stato perpetrato contro un gruppo di militanti del Comité por la Defensa de los Derechos Indígenas (CODEDI), un’organizzazione indigena zapoteca presente nello Stato di Oaxaca, che stava tornando da una riunione con rappresentanti del governo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="980" height="654" src="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2018/08/COD6.jpg?resize=980%2C654&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3463" srcset="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2018/08/COD6.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2018/08/COD6.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2018/08/COD6.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2018/08/COD6.jpg?w=1440&amp;ssl=1 1440w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure>



<p><a href="https://i0.wp.com/www.sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2018/02/COD4.jpg"></a><a href="https://i0.wp.com/www.sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2018/02/COD6.jpg"></a></p>



<p>Secondo CODEDI, lo Stato è responsabile dell’attacco. “Hanno utilizzato R15, dei fucili in dotazione esclusiva dell’esercito, per questo pensiamo sia gente del governo. E uno dei sicari portava un giubbotto antiproiettile come quelli della Polizia Ministeriale”, afferma Abraham Ramírez Vásquez.</p>



<p>CODEDI afferma che l’attacco vuole reprimere la lotta per l’autonomia e contro le imprese minerarie, idroelettriche e turistiche che operano nella regione, contro il disboscamento del loro territorio da parte del crimine organizzato, e contro la costruzione di Zone Economiche Speciali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="980" height="654" src="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2018/08/COD3.jpg?resize=980%2C654&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3465" srcset="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2018/08/COD3.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2018/08/COD3.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2018/08/COD3.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2018/08/COD3.jpg?w=1440&amp;ssl=1 1440w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure>



<p><a href="https://i0.wp.com/www.sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2018/02/COD3.jpg"></a>Le minacce a CODEDI sono aumentate a partire dal 2014, quando l’organizzazione ha recuperato un terreno di più di 300 ettari nella ex Finca Alemania, vicino a Santa Maria Huatulco, in cui ha costruito un centro di formazione autonomo per giovani indigeni, in cui si svolgono circa 18 corsi di formazione e in cui sono presenti vari progetti produttivi.</p>



<p>Da allora l’organizzazione, che inizialmente era presente in meno di 10 villaggi, è cresciuta fino ad essere presente in 53.</p>



<p><em>Articolo pubblicato da Arivista nell’aprile 2018.</em></p><p>The post <a href="https://sobreamericalatina.com/it/2018/08/01/omicidi-di-stato-a-oaxaca/">Omicidi di Stato a Oaxaca</a> first appeared on <a href="https://sobreamericalatina.com">Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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