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	<title>corruzione - Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</title>
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	<title>corruzione - Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</title>
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		<title>I nemici nei forni: il lager de Los Zetas era un carcere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Orsetta Bellani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Aug 2016 13:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Fatto Quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità organizzata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Foto: Miguel Sierra/Epa) Il carcere di Piedras Negras è stato utilizzato dall’organizzazione criminale&#160;Los Zetas&#160;come un campo di concentramento. L’inchiesta è della Procura Generale di Giustizia dello Stato di Coahuila, nel nord del Messico (le indagini sono iniziate nel 2014), e la settimana scorsa è arrivata una conferma dal Texas:&#160;Rodrigo Humberto Uribe Tapia, un industriale affiliato&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>(Foto: Miguel Sierra/Epa)</em></p>



<p>Il carcere di Piedras Negras è stato utilizzato dall’organizzazione criminale&nbsp;<em>Los Zetas</em>&nbsp;come un campo di concentramento. L’inchiesta è della Procura Generale di Giustizia dello Stato di Coahuila, nel nord del Messico (le indagini sono iniziate nel 2014), e la settimana scorsa è arrivata una conferma dal Texas:&nbsp;Rodrigo Humberto Uribe Tapia, un industriale affiliato all’organizzazione criminale, ha dichiarato a un giudice che il carcere veniva utilizzato per impacchettare droga, modificare automobili, assassinare persone e fare sparire i loro corpi.</p>



<p>L’attività sarebbe stata frenetica tra il 2009 e il 2011, quando il Coahuila era governato da Humberto Moreira, del conservatore&nbsp;<em>Partido Revolucionario Institucional</em>&nbsp;(PRI), arrestato mesi fa in Spagna per presunto riciclaggio di denaro sporco e poi rilasciato in mancanza di prove. Uribe Tapia ha dichiarato anche che&nbsp;<em>Los Zetas</em>&nbsp;avrebbero versato 4 milioni di dollari ad alcuni funzionari dell’entourage di Moreira.</p>



<p>Secondo la procura di Coahuila, nel penitenziario di Piedras Negras 150 persone sarebbero state uccise e cremate nei forni costruiti da&nbsp;<em>Los Zetas</em>; molti di loro erano innocenti che erano stati confusi con affiliati ad altre organizzazioni criminali. Sotto l’occhio complice delle autorità penitenziarie, i leaders de&nbsp;<em>Los Zetas</em>&nbsp;potevano uscire dal carcere per bere un caffè o mangiare al ristorante, e tornare quando volevano.</p>



<p>Il penitenziario di Piedras Negras non è l’unico in Messico dove le organizzazioni criminali esercitano quello che si definisce “autogoverno”: comandano e obbligano i detenuti a pagare il pizzo o a lavorare per loro. Secondo la Commissione Nazionale di Diritti Umani, si trovano in questa situazione più della metà dei penitenziari del paese, e il Ministero degli Interni messicano ha ammesso che il 50% delle telefonate di estorsione provengono dalle carceri dello Stato di Tamaulipas in cui, evidentemente, i direttori decidono di non attivare un dispositivo capace di impedirle.</p>



<p>Fino allo scorso febbraio, Elvira aveva due figli detenuti nel carcere Topo Chico di Monterrey, a circa 4 ore da Piedras Negras. “Venivano obbligati a lavorare per la criminalità organizzata; mi dicevano che non ce la facevano più, che erano stanchi”, ci racconta la donna. “Quando è scoppiata la rivolta si sono nascosti in un tombino, da lì hanno visto uccidere e tagliare teste”.</p>



<p>Il giorno di cui racconta∫ Elvira, l’11 febbraio scorso, 49 persone persero la vita nel carcere di Topo Chico. Secondo la ricostruzione ufficiale, il massacro è stato causato dallo scontro di due gruppi rivali, entrambi affiliati a&nbsp;<em>Los Zetas</em>. Quando la polizia riuscì ad entrare nel penitenziario, trovò celle di lusso con eleganti pareti in pietra, vasche idromassaggio e&nbsp;<em>table dance</em>&nbsp;per ospitare spogliarelliste.</p>



<p>Nel 2014, la Commissione Nazionale di Diritti Umani visitò il carcere di Topo Chico, in cui registrò problemi nella prevenzione e nell’intervento in caso di episodi violenti, oltre che nelle condizioni materiali ed igiene delle installazioni. Allora i detenuti erano 4.585, in un carcere che può ospitare 3.635 persone.</p>



<p>Secondo Francisco Rivas, direttore dell’organizzazione non governativa&nbsp;<em>Observatorio Nacional Ciudadano</em>, la sovrappopolazione è uno dei principali problemi del sistema carcerario messicano. “Il 40% delle persone che si trovano in carcere sono in prigione preventiva. Oltre alle debolezze del sistema giudiziario messicano, che giudica colpevoli molti che non lo sono, queste sono persone che non sono neanche state processate”, spiega Rivas, che calcola una sovrappopolazione nelle carceri del 30% in un paese in cui, fino alla riforma del codice penale entrata in vigore a giugno, il 95% dei delitti veniva punito con il carcere.</p>



<p>“Le autorità carcerarie sono tolleranti con i criminali, o apertamente colluse”, conclude Rivas. “Il problema è che per i politici investire nelle carceri non ha molto senso perché è un investimento che il cittadino non vede, è denaro che non rende politicamente”.</p>



<p><em>Articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano il 21.08.2016.</em></p><p>The post <a href="https://sobreamericalatina.com/it/2016/08/23/i-nemici-nei-forni-il-lager-de-los-zetas-era-un-carcere/">I nemici nei forni: il lager de Los Zetas era un carcere</a> first appeared on <a href="https://sobreamericalatina.com">Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Tra sparatorie, automobili bruciate e corruzione si svolgono le elezioni amministrative in Messico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Orsetta Bellani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2016 12:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Fatto Quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle elezioni messicane di domenica 5 giugno, che hanno portato più di 37 milioni di persone a scegliere 12 governatori, alcuni sindaci e deputati dei Congressi locali, tutti i problemi del paese sono venuti al pettine. Compra-vendita di voti, minacce, sparatorie e un sessismo così sfacciato da portare il partito&#160;Nueva Alianza&#160;a piazzare sul palco un&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle elezioni messicane di domenica 5 giugno, che hanno portato più di 37 milioni di persone a scegliere 12 governatori, alcuni sindaci e deputati dei Congressi locali, tutti i problemi del paese sono venuti al pettine. Compra-vendita di voti, minacce, sparatorie e un sessismo così sfacciato da portare il partito&nbsp;<em>Nueva Alianza</em>&nbsp;a piazzare sul palco un gruppo di donne a torso nudo, con il suo simbolo dipinto sui seni.</p>



<p>Il conservatore&nbsp;<em>Partido Revolucionario Institucional&nbsp;</em>(PRI), il dinosauro della politica messicana, ha perso alcuni dei suoi bastioni a favore di una curiosa alleanza tra il socialdemocratico&nbsp;<em>Partido de la Revolución Democrática</em>&nbsp;(PRD) e il cristiano-conservatore&nbsp;<em>Partido Acción Nacional</em>&nbsp;(PAN).</p>



<p>Tra i bastioni persi si conta lo Stato di Tamaulipas, regione al confine con gli Stati Uniti che, secondo l’organizzazione non governativa&nbsp;<em>Observatorio Nacional Ciudadano</em>, registra il 693% in più di denunce di sequestri rispetto al resto del paese.</p>



<p>“Nel 2010 sono stato sequestrato da un gruppo di poliziotti durante una manifestazione. Uno di loro mi ha detto che il governatore e il sindaco non mi sopportavano più, e che mi avrebbero ammazzato”, racconta in intervista Guillermo Gutiérrez Riestra, avvocato di Tamaulipas che sta dedicando tutte le sue energie e risorse economiche alla ricerca di Raquel, la figlia diciannovenne sequestrata e&nbsp;<em>desaparecida&nbsp;</em>da un commando armato. L’avvocato racconta che nelle città del Tamaulipas la gente si chiude in casa al calar del sole, e che nelle campagne paesi interi sono stati abbandonati a causa della violenza delle organizzazioni criminali. Racconta di forze dell’ordine colluse con i&nbsp;<em>narcos</em>, che hanno la potestà di scegliere i politici, e di una situazione di ingovernabilità tale che, quando un suo amico giornalista ha chiesto all’ex governatore di proteggerlo dalle minacce del crimine organizzato, quello gli ha consigliato di andarsene.</p>



<p>In questo contesto si sono svolte le elezioni del 5 giugno. Sparatorie contro case dei candidati, automobili bruciate; 198 persone si sono ritirate all’ultimo momento dalla corsa elettorale, spesso adducendo “motivi personali”.</p>



<p>“Più dell’80% del denaro che usano i candidati messicani proviene da fondi illeciti”, ha affermato Edgar Buscaglia, ricercatore della Columbia University. E una parte di questi fondi, secondo le denunce piovute da più parti, sarebbero stati utilizzati per comprare voti.</p>



<p>A pochi giorni dalle elezioni, nelle reti sociali giravano foto di valigie piene di denaro che Héctor Yunes Landa, candidato a governatore dello Stato di Veracruz del PRI, avrebbe utilizzato a tal scopo. Yunes Landa, che ha un curriculum che contempla molteplici violazioni ai diritti umani, negò l’accusa e promise che, in caso di vittoria, avrebbe messo in carcere l’ex governatore Javier Duarte, durante il cui mandato sono stati uccisi 18 giornalisti.</p>



<p>Recentemente un’inchiesta di un portale locale ha svelato che Duarte avrebbe girato più di 30 milioni di dollari dell’erario pubblico a imprese “fantasma” incaricate di fornire beni –mai consegnati- a persone povere o vittime di disastri naturali. Duarte avrebbe anche fatto affari con il cartello&nbsp;<em>Jalisco Nueva Generación</em>, secondo quanto raccontato da un sicario a&nbsp;<em>Vice News,</em>&nbsp;venendo meno all’accordo stipulato dal precedente governatore Fidel Herrera con&nbsp;<em>Los Zetas</em>. E Fidel Herrera, che ha assicurato di avere, nella sua vita, “rispettato la legge e le moralità”, ad ottobre era stato promosso console messicano a Barcellona.</p>



<p><em>Articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano il 16.06.2016.</em></p><p>The post <a href="https://sobreamericalatina.com/it/2016/06/16/tra-sparatorie-automobili-bruciate-e-corruzione-si-svolgono-le-elezioni-amministrative-in-messico/">Tra sparatorie, automobili bruciate e corruzione si svolgono le elezioni amministrative in Messico</a> first appeared on <a href="https://sobreamericalatina.com">Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Guatemala al ballottaggio: si sfidano Jimmy Morales, ex comico, e Sandra Torres, accusata di reati elettorali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Orsetta Bellani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2015 12:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Fatto Quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Guatemala]]></category>
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		<category><![CDATA[movimenti sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Otto Pérez Molina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Guatemala chiude le elezioni presidenziali nel momento più convulso degli ultimi vent’anni, con un presidente in carcere e migliaia di persone in strada a manifestare contro la corruzione del sistema politico.&#160;Il Paese andrà al ballottaggio il 25 ottobre. Il favorito è il comico Jimmy Morales, nuovo volto del&#160;Frente de Convergencia Nacional, un partito fondato&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Guatemala chiude le elezioni presidenziali nel momento più convulso degli ultimi vent’anni, con un presidente in carcere e migliaia di persone in strada a manifestare contro la corruzione del sistema politico.&nbsp;Il Paese andrà al ballottaggio il 25 ottobre. Il favorito è il comico Jimmy Morales, nuovo volto del&nbsp;<em>Frente de Convergencia Nacional</em>, un partito fondato da un gruppo di militari che parteciparono alla guerra civile guatemalteca (1960-1996) durante la quale si consumò il genocidio del popolo indigeno maya. A sfidarlo sarà Sandra Torres di&nbsp;<em>Unidad Nacional de la Esperanza</em>&nbsp;(UNE), ex moglie dell’ex presidente Álvaro Colom, accusata di reati elettorali dal Tribunal Supremo Electoral (TSE).</p>



<p>Più del 70% della popolazione guatemalteca si è recata alle urne, malgrado il movimento popolare che si è formato negli ultimi mesi contro la corruzione istituzionale – composto dalla popolazione rurale come dalla classe media urbana – avesse lanciato un appello in favore dell’astensionismo.&nbsp;“Durante la giornata elettorale ci sono stati molti episodi di&nbsp;<em>acarreo</em>: alcuni partiti hanno organizzato pullman per trasportare votanti in comuni differenti&nbsp;rispetto a quello di residenza, perché li votassero a cambio di un compenso economico&nbsp;–&nbsp;racconta a&nbsp;<em>IlFattoQuotidiano.it</em>&nbsp;Iduvina Hernández, direttrice della organizzazione non governativa guatemalteca&nbsp;<em>Seguridad en Democrácia</em>&nbsp;– questi metodi rappresentano una dimostrazione in più del fatto che nessun candidato può rappresentare il cambiamento di cui il paese ha bisogno”.</p>



<p>L’ex presidente guatemalteco Otto Pérez Molina era in carica fino al 4 settembre, quando un giudice ha firmato un mandato di cattura nei suoi confronti. Ora dorme in cella.&nbsp;Tutto è iniziato con l’intercettazione di una chiamata telefonica in cui un funzionario della dogana guatemalteca, Julio Aldana, spiegava a un imprenditore il nuovo meccanismo per far passare i suoi prodotti attraverso la frontiera. Si chiama&nbsp;<em>La Linea</em>&nbsp;e offriva agli importatori uno sconto sulle tasse del 40% a cambio di una “commissione”, che ha creato un buco nelle casse dell’erario di 130 milioni di dollari.</p>



<p>L’ex presidente guatemalteco Otto Pérez Molina era in carica fino al 4 settembre, quando un giudice ha firmato un mandato di cattura nei suoi confronti. Ora dorme in cella.&nbsp;Tutto è iniziato con l’intercettazione di una chiamata telefonica in cui un funzionario della dogana guatemalteca, Julio Aldana, spiegava a un imprenditore il nuovo meccanismo per far passare i suoi prodotti attraverso la frontiera. Si chiama&nbsp;<em>La Linea</em>&nbsp;e offriva agli importatori uno sconto sulle tasse del 40% a cambio di una “commissione”, che ha creato un buco nelle casse dell’erario di 130 milioni di dollari.</p>



<p><em><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/19/guatemala-al-ballottaggio-si-sfidano-jimmy-morales-ex-comico-e-sandra-torres-accusata-di-reati-elettorali/2040788/" target="_blank" rel="noopener" title="">Articolo pubblicato dal Fatto Quotidiano il 19.09.2015</a></em></p><p>The post <a href="https://sobreamericalatina.com/it/2015/09/19/guatemala-al-ballottaggio-si-sfidano-jimmy-morales-ex-comico-e-sandra-torres-accusata-di-reati-elettorali/">Guatemala al ballottaggio: si sfidano Jimmy Morales, ex comico, e Sandra Torres, accusata di reati elettorali</a> first appeared on <a href="https://sobreamericalatina.com">Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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