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	<title>accordi di pace - Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</title>
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	<title>accordi di pace - Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</title>
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		<title>Le FARC dopo le armi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Orsetta Bellani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 10:59:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arivista]]></category>
		<category><![CDATA[Foto: O.B.]]></category>
		<category><![CDATA[accordi di pace]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un bambino paffuto sorride nello schermo del cellulare di Jeison Murillo Pachón. È suo figlio. Il piccolo è nato pochi mesi fa nello Spazio Territoriale di Formazione e Reincorporazione (ETCR) “Antonio Nariño”, nel Dipartimento di Tolima (Colombia), uno dei 24 villaggi dove vive una parte degli ex guerriglieri e guerrigliere delle Fuerzas Armadas Revolucionaria de&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un bambino paffuto sorride nello schermo del cellulare di Jeison Murillo Pachón. È suo figlio. Il piccolo è nato pochi mesi fa nello Spazio Territoriale di Formazione e Reincorporazione (ETCR) “Antonio Nariño”, nel Dipartimento di Tolima (Colombia), uno dei 24 villaggi dove vive una parte degli ex guerriglieri e guerrigliere delle Fuerzas Armadas Revolucionaria de Colombia-Ejército del Pueblo (FARC-EP) dopo aver firmato gli accordi di pace con il governo colombiano e aver consegnato le armi all’ONU.</p>



<p>Il figlio di Jeison è uno dei 90 bambini che sono nati nell’ETCR “Antonio Nariño”: nei mesi successivi alla firma degli accordi, tra gli ex combattenti si è registrato un vero e proprio baby boom; li chiamano “figli della pace”. “Stiamo costruendo un asilo autogestito, quasi tutte le strutture che si trovano qui lo sono. L’Istituto Colombiano di Benessere Familiare (ICBF), un’istituzione pubblica, non ci ha aiutato per nulla”, afferma Jeison.</p>



<p>Il dopoguerra in Colombia si caratterizza per numerose inadempienze del governo agli impegni firmati negli accordi di pace dell’Avana (2016). Ancor di più ora che a capo del governo c’è Iván Duque del partito ultraconservatore Centro Democrático, il cui leader è l’ex presidente Álvaro Uribe, che ha cercato di mettere i bastoni tra le ruote agli accordi dall’inizio delle negoziazioni di pace con le FARC.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="980" height="654" src="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2019/10/DSC_0046-1024x683-1-1024x683.jpg?resize=980%2C654&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3429" srcset="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2019/10/DSC_0046-1024x683-1.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2019/10/DSC_0046-1024x683-1.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2019/10/DSC_0046-1024x683-1.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2019/10/DSC_0046-1024x683-1.jpg?resize=1536%2C1025&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2019/10/DSC_0046-1024x683-1.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>L’ETCR Antonio Nariño. Foto: O.B.</em></figcaption></figure>



<p>Jeison Murillo Pachón ha 40 anni, un paio d’occhiali rettangolari e una barba spessa e curata. Mentre parla si passa il cellulare da una mano all’altra come fosse una pallina antistress. Quando combatteva nel fronte urbano “Antonio Nariño”, era conosciuto come Alirio Arango. La vita da combattente è per lui un ricordo molto lontano: nel 2003 l’esercito lo catturò a Bogotà e lo accusò di aver organizzato una serie di attentati contro membri del governo, strutture militari e della polizia, centri commerciali, hotel, imprese di trasporti pubblici e mezzi di comunicazioni.</p>



<p>Murillo Pachón si trovava nella sua cella nell’agosto 2016 quando scoprì che all’Avana la cupola delle FARC-EP aveva raggiunto un accordo con il governo. Pensò che difficilmente si poteva trattare di un accordo solido, gli sembrava impossibile che la sua organizzazione mettesse fine alla lotta armata contro lo Stato colombiano. Si sbagliava.</p>



<p><strong>La guerra non è finita&nbsp;</strong></p>



<p>La reincorporazione della maggior parte delle FARC-EP alla vita civile sembra oggi un processo irreversibile, anche se risulta incompleto e pieno di difficoltà. “Gli ETCR sono la dimostrazione più palpabile della volontà delle FARC-EP di rispettare gli accordi firmati”, afferma Jeison. Infatti, quasi tutti gli ex combattenti delle FARC-EP hanno accettato le condizioni sottoscritte negli accordi dell’Avana dai loro comandanti e sono andati a vivere negli ETCR, dove due anni fa hanno consegnato circa 9 mila armi alle Nazioni Unite.</p>



<p>Con esse, l’artista colombiana Doris Salcedo ha creato un “contromonumento” che si può visitare nel centro di Bogotà. Si chiama “Fragmentos” e consiste in una stanza il cui pavimento è formato da 1300 placche create a partire dalla fusione delle armi della guerriglia, schiacciate a martellate da donne vittime di violenza sessuale durante il conflitto armato. Sui “Fragmentos” si può camminare per percepire la durezza e la freddezza della sua superficie, e il silenzio che la circonda.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="654" src="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2019/10/DSC_0076-1024x683-1024x683-1.jpg?resize=980%2C654&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3431" srcset="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2019/10/DSC_0076-1024x683-1024x683-1.jpg?w=1024&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2019/10/DSC_0076-1024x683-1024x683-1.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2019/10/DSC_0076-1024x683-1024x683-1.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Un ex combattente nel laboratorio di serigrafia dell’ETCR Antonio Nariño. Foto: O.B.</em></figcaption></figure>



<p>In ogni caso, in Colombia la guerra non è realmente finita: lo Stato continua a combattere la guerriglia dell’Ejército de Liberación Nacional (ELN) e il paese è costellato da Gruppi Armati Organizzati, organizzazioni criminali eredi dei narco-paramilitari delle Autodefensas Unidas de Colombia (AUC). La violenza continua a scuotere il paese e, soprattutto, i movimenti sociali: 59 leader di organizzazioni di base sono stati uccisi nei primi quattro mesi del 2019, nello stesso periodo dell’anno precedente erano stati 81, e sono stati assassinati 133 ex guerriglieri delle FARC-EP che avevano intrapreso il processo di reincorporazione.</p>



<p>“Hanno ucciso molti compagni ma questa volta non si tratta di un massacro, come è avvenuto nel passato”, afferma Jeison. L’ex combattente ricorda quello che successe con la Unión Patriótica (UP), il partito creato dalle FARC-EP dopo i cosiddetti “accordi della Uribe” del 1984, quando migliaia di militanti furono uccisi dai gruppi paramilitari, e gli ex guerriglieri tornarono in montagna.</p>



<p>La firma degli accordi di pace dell’Avana non ha messo fine alla guerra in Colombia, come aveva annunciato il governo, ma ha messo un punto finale al conflitto tra il governo e la maggior parte delle FARC-EP. Una parte dei combattenti non ha accettato gli accordi e non ha consegnato le armi: li chiamano “dissidenti delle FARC” e si calcola che siano circa mille.&nbsp;</p>



<p>Continuano a combattere contro lo Stato e si finanziano in buona parte con il denaro proveniente dal narcotraffico. Stanno reclutando militanti ed espandendo la loro base, e accusano la cupola guerrigliera di aver tradito i principi socialisti nel momento in cui hanno accettato il testo dell’Avana.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="654" src="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2019/10/DSC_0001-1024x683-1024x683-1.jpg?resize=980%2C654&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3432" srcset="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2019/10/DSC_0001-1024x683-1024x683-1.jpg?w=1024&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2019/10/DSC_0001-1024x683-1024x683-1.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2019/10/DSC_0001-1024x683-1024x683-1.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Mural nell’ETCR Antonio Nariño: Foto: O.B.</em></figcaption></figure>



<p>Alla fine di agosto 2019, alcuni ex comandanti delle FARC-EP, di cui da tempo non si sapeva nulla, hanno diffuso un video in cui apparivano armati, annunciando la creazione di una “nuova guerriglia”. Nel video affermano di “essere stati obbligati” a riprendere in mano le armi a causa del “tradimento del governo”; non si sa quante basi li abbiano seguiti.<br>“Non è vero che abbiamo tradito il progetto socialista, come affermano i dissidenti”, spiega Jeison Murillo Pachón. “Non abbiamo rinunciato al socialismo, in nessun momento le FARC-EP hanno affermato che l’unico cammino verso il socialismo è la lotta armata”, sottolinea.</p>



<p>Attualmente, la guerriglia più longeva del mondo ha scelto l’opzione elettorale come via per il socialismo. Nel 2017 ha formato un suo partito, Fuerza Alternativa Revolucionaria del Común (FARC), che nelle sue prime elezioni ha dovuto affrontare una schiacciante sconfitta: solo l’1,5% degli elettori l’hanno scelto. Tuttavia, gli accordi di pace assicurano al partito FARC dieci seggi nel Congresso indipendentemente dal risultato delle elezioni.</p>



<p>“Non si passa da essere una guerriglia per 54 anni ad essere il partito più votato del paese. E non si passa dal fare la guerra – in cui il nostro unico contatto con le elezioni era bruciare urne e obbligare le persone elette a rinunciare al loro incarico –, ad avere tutto l’appoggio del popolo nelle urne”, afferma Jeison Murillo Pachón.</p>



<p>Ciò che più lo preoccupa è il mancato rispetto del governo degli accordi di pace, problema che è iniziato – assicura – nel giorno stesso in cui 6 mila guerriglieri e guerrigliere hanno accettato la reincorporazione alla vita civile e hanno marciato dai loro accampamenti verso gli ETCR.</p>



<p>All’inizio del 2017, circa 300 persone hanno marciato dal Dipartimento del Meta, per ultima volta armate, verso un terreno arrampicato nel Dipartimento di Tolima, nella località La Fila, a un’ora di strada non asfaltata dal paese di Icononzo. L’Esecutivo avrebbe dovuto consegnare loro strade e servizi. Secondo gli accordi dell’Avana, il giorno in cui sono arrivati l’ETCR doveva già essere pronto, ma non c’era ancora nulla.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="980" height="735" src="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2019/10/FARC200916OB2-1024x768-1.jpg?resize=980%2C735&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-3433" srcset="https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2019/10/FARC200916OB2-1024x768-1.jpg?w=1024&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2019/10/FARC200916OB2-1024x768-1.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/sobreamericalatina.com/wp-content/uploads/2019/10/FARC200916OB2-1024x768-1.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Ex guerriglieri delle FARC. Foto: O.B.</em></figcaption></figure>



<p><strong>La violenza è diminuita</strong></p>



<p>Ora l’ETCR “Antonio Nariño” ha un ristorante, un negozio con un biliardo, un piccolo hotel, un auditorium, bagni comuni e case. Alcune sono molto semplici – un letto, una zanzariera, il cibo conservato in una cassetta – altre sono più curate e con dei piccoli lussi: televisori, vasi appesi, mobili un po’ più cari, lavatrici. C’è chi ha seminato un orto davanti a casa sua e chi ha costruito una tettoia per parcheggiare la moto. Molti edifici sono abbelliti con murales, che ricordano comandanti delle FARC morti in combattimento, o Che Guevara, o Simón Bolívar; altri hanno disegnata una falce e martello o una rosa, simbolo del nuovo partito della ex guerriglia.</p>



<p>Intorno all’ETCR “Antonio Nariño” si estendono le montagne del Tolima, con la loro vegetazione tropicale. Gli abitanti raccontano che, quando le FARC erano in armi, nella zona c’era molta violenza, e a parte alcuni casi di delinquenza comune ora la regione è più tranquilla. Forse anche per questo, e a differenza di altre regioni colombiane in cui gli abitanti non vedono di buon occhio la presenza dei “villaggi” di ex combattenti, ad Icononzo non ci sono tensioni tra la popolazione e le persone che vivono nell’ETCR. Di loro pensano che siano dei normali contadini.</p>



<p>“Molte persone [ex guerriglieri] si sono sentite obbligate ad andarsene via per cercare alternative economiche, a causa della precarietà della reincorporazione”, sostiene Jeison Murillo Pachón, che critica un altro inadempimento del governo: finanziare le cooperative create dagli ex guerriglieri, che permetterebbero loro di avere un’entrata economica e inserirsi nuovamente nella società in modo collettivo.</p>



<p>Dei 52 progetti produttivi collettivi presentati all’Agenzia per la Reincorporazione e Normalizzazione (ARN), solo 17 sono stati approvati e finanziati dal governo, e dei 13,039 ex combattenti in processo di reincorporazione solo 366 ne sono stati beneficiati. “Qui nell’“Antonio Nariño” abbiamo tre cooperative con vari progetti e solo uno è approvato dal governo, gli altri li stiamo portando avanti autonomamente”, afferma Jeison Murillo.</p>



<p><em>Articolo pubblicato su Arivista nell’ottobre 2019.</em></p><p>The post <a href="https://sobreamericalatina.com/it/2019/10/22/le-farc-dopo-le-armi/">Le FARC dopo le armi</a> first appeared on <a href="https://sobreamericalatina.com">Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Le FARC lanciano il loro nuovo partito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Orsetta Bellani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Sep 2017 13:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Foto: O.B.]]></category>
		<category><![CDATA[Il Fatto Quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[accordi di pace]]></category>
		<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso Partito Farc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Le FARC-EP si trasformeranno a partire da questo evento in una nuova organizzazione esclusivamente politica, che eserciterà la sua attività legalmente”, afferma dal palco Rodrigo Londoño, meglio conosciuto come comandante Timochenko. “La pace dovrà essere una realtà in Colombia, un bellissimo compito ci aspetta”. Gli applausi scrosciano nel centro congressi di Bogotá dove si sta&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Le FARC-EP si trasformeranno a partire da questo evento in una nuova organizzazione esclusivamente politica, che eserciterà la sua attività legalmente”, afferma dal palco Rodrigo Londoño, meglio conosciuto come comandante Timochenko. “La pace dovrà essere una realtà in Colombia, un bellissimo compito ci aspetta”.</p>



<p>Gli applausi scrosciano nel centro congressi di Bogotá dove si sta inaugurando il Congresso costitutivo del partito politico delle FARC, la guerriglia che per 53 anni ha combattuto il governo colombiano e che l’anno scorso ha firmato un accordo di pace, mettendo fine all’ultimo conflitto della Guerra Fredda. I più di mille delegati e delegate della (ex) guerriglia marxista, che alla fine di giugno hanno consegnato le armi e hanno abbandonato le loro uniformi per jeans e magliette, si alzano in piedi. Con la mano sul cuore, cantano l’inno del gruppo guerrigliero.</p>



<p>“Quante volte nella selva colombiana ci siamo riuniti per cantare quest’inno; oggi lo cantiamo qui, pubblicamente”, afferma il presentatore dell’evento Manuel Bolívar, un giovane incravattato che è difficile immaginare combattendo in montagna.</p>



<p>“Questo è un sogno che diventa realtà, uno si sente di far parte della storia. Continueremo ad essere un partito comunista e bolivariano”, assicura Leonardo Ilich Rojas, ex combattente che abbiamo incontrato durante l’inaugurazione del congresso, che si concluderà giovedì.</p>



<p>In realtà, secondo alcuni, firmando gli accordi di pace ed entrando in politica le FARC stanno accettando il sistema capitalista che hanno sempre criticato. “Avremmo potuto continuare la guerra per altri cinquant’anni, ma ci sarebbero stati nuovi morti, violenza, sofferenze e nessuna trasformazione sociale, che è la ragione della nostra esistenza. Possiamo considerare una vittoria il fatto che l’esercito non sia riuscito a sconfiggerci, ma siamo dovuti arrivare alla conclusione che neanche noi eravamo in grado di batterlo”, afferma in intervista Marco León Calarcá, comandante guerrigliero. “Di fronte allo scenario elettorale del prossimo anno la nostra proposta è una grande convergenza nazionale che abbia come obiettivo l’implementazione degli accordi di pace”.</p>



<p>Un timore che abbiamo percepito nei guerriglieri semplici delle FARC è che il nuovo gruppo politico diventi un nido di corruzione e clientelismo “come gli altri partiti politici”, e che non sappia farsi portatore delle loro esigenze finendo per rappresentare la “pensione dei comandanti”.</p>



<p>Quel che si sa finora è che con ogni probabilità il nuovo partito conserverà l’acronimo FARC e che succeda ciò che molti colombiani temono: che i comandanti condannati per crimini di lesa umanità appaiano nelle liste elettorali del partito.</p>



<p>Il compito più difficile delle FARC in vista delle presidenziali del 2018 sarà conquistare un elettorato che non li ama: secondo un sondaggio di Invamer, l’83% della popolazione colombiana ha un’immagine negativa della guerriglia. Il rifiuto alle FARC – motivato non solo dalla copertura dei media conservatori ma anche dalle loro stesse azioni: massacri, violenze sessuali, bambini sequestrati e obbligati a combattere nelle loro fila – è visibile anche nel risultato del plebiscito dell’ottobre 2016, che ha rifiutato il primo testo degli accordi di pace.</p>



<p>Ma il restyling delle FARC è già iniziato. Attivissimi nelle reti sociali, i comandanti postano frasi sulla riconciliazione, sulla lotta alla corruzione e sulla loro capacità di parlare con trasparenza a differenza di “alcuni politici”. E circolano video che mostrano il lato umano e amichevole delle FARC: guerrigliere che allattano, guerriglieri sorridenti che sognano un futuro di pace, che giocano a pallone, addobbano alberi di natale e parlano dell’importanza dell’uguaglianza tra i generi.</p>



<p>“Se faranno un partito comunista vecchio stile e chiuso avranno una presenza molto limitata nel paese, ma se, come ha detto Timochenko domenica, faranno un partito amplio guardando al futuro potranno trovare uno spazio per le loro proposte”, ha affermato la giornalista colombiana Marta Ruiz nella rivista Semana.</p>



<p><em>&nbsp;Articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano nel settembre 2017.<br></em><br></p><p>The post <a href="https://sobreamericalatina.com/it/2017/09/10/le-farc-lanciano-il-loro-nuovo-partito/">Le FARC lanciano il loro nuovo partito</a> first appeared on <a href="https://sobreamericalatina.com">Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Le FARC abbandonano la lotta armata e fondano un partito politico</title>
		<link>https://sobreamericalatina.com/it/2016/09/27/le-farc-abbandonano-la-lotta-armata-e-fondano-un-partito-politico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Orsetta Bellani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2016 13:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Foto: O.B.]]></category>
		<category><![CDATA[Il Fatto Quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[accordi di pace]]></category>
		<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[farc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ledis entrò nelle&#160;Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia&#160;(FARC) quando aveva 14 anni. Da lì a pochi anni, la guerriglia marxista le propose di studiare come odontoiatra, per curare i suoi compagni. “A quei tempi andavo all’Università vestita da civile per non essere riconosciuta, ma un disertore mi riconobbe e mi consegnò all’autorità”, racconta la combattente. Ledis&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ledis entrò nelle&nbsp;<em>Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia</em>&nbsp;(FARC) quando aveva 14 anni. Da lì a pochi anni, la guerriglia marxista le propose di studiare come odontoiatra, per curare i suoi compagni. “A quei tempi andavo all’Università vestita da civile per non essere riconosciuta, ma un disertore mi riconobbe e mi consegnò all’autorità”, racconta la combattente.</p>



<p>Ledis sta scontando 60 anni di carcere per ribellione, omicidio e sequestro, ma ha ricevuto un permesso speciale per poter partecipare come delegata alla X Conferenza Nazionale Guerrigliera, un evento in cui le FARC hanno approvato all’unanimità gli accordi di pace che il 26 settembre, dopo 52 anni di guerra, i loro leader firmeranno con il governo colombiano.</p>



<p>“Nel nostro orizzonte c’è sempre stata la prospettiva di una soluzione politica al conflitto. Per questo, la pace è la più bella delle vittorie”, ha affermato il comandante supremo delle FARC Timoleón Jiménez “Timochenko”, durante la chiusura della Conferenza Nazionale Guerrigliera. Gli ormai ex guerriglieri hanno annunciato la creazione di un partito politico e hanno promesso di rispettare gli accordi di pace, oltre che di riconoscere le responsabilità che hanno avuto nel conflitto.</p>



<p>Per la prima volta nella loro storia, le FARC hanno invitato la stampa alla loro conferenza, che si è svolta nella savana del Yarí, una spianata verde circondata dalla selva a sei ore dal primo centro abitato. Più di 350 media di tutto il mondo hanno avuto la possibilità di convivere per una settimana con i guerriglieri, nei loro accampamenti nascosti nella spessa vegetazione colombiana, ai bordi di fiumi che servono da bagno e da cucina. Documentando la loro capacità di adattarsi a vivere in un ambiente ostile come la selva, i loro ultimi giorni in armi, le loro storie e speranze per il futuro.</p>



<p>“La pace per me è quando lo Stato garantisce ai cittadini salute, educazione e una casa in cui vivere”, afferma Jaime García, che combatte nelle FARC da 21 anni. “Una volta che ci smobiliteremo, saremo disposti a lavorare dove i nostri leader decidano. Se potessi scegliere, a me piacerebbe studiare amministrazione di impresa e lavorare per il partito”.</p>



<p>Tra i guerriglieri c’è chi vorrebbe avere un incarico nel nuovo partito, chi vorrebbe studiare e chi preferisce ritornare a coltivare la terra. Alcuni sono così abituati alla vita nella guerriglia che non riescono ad immaginarsi integrati nella vita civile, e non hanno ancora preso una decisione.</p>



<p>La guerriglia più antica dell’America Latina abbandona le armi. Il governo colombiano ha dovuto riconoscere l’impossibilità di vincere militarmente le FARC che, malgrado indebolite, hanno resistito ai forti operativi militari lanciati dai governi di Álvaro Uribe a partire dal 2002. E dal suo canto, la guerriglia marxista si è vista obbligata ad ammettere che la conquista del potere era un sogno lontano, e che un esercito di 500mila effettivi addestrati e finanziati dagli Stati Uniti è un avversario troppo duro da vincere.</p>



<p>Quattro anni di negoziati che hanno portato a un accordo che prevede un processo graduale di consegna delle armi, fondi per finanziare la reincorporazione alla vita civile degli ex combattenti, la possibilità per il partito delle FARC di partecipare alle elezioni presidenziali del 2018, e 10 seggi assicurati nel Congresso.</p>



<p>L’accordo cerca anche di incidere sulle disuguaglianze sociali che stanno alla base del conflitto colombiano, con la redistribuzione di 10 milioni di ettari di terra a contadini che non ne hanno. E crea una Giurisdizione Speciale per la Pace per offrire verità, giustizia, riparazione e non ripetizione alle migliaia di vittime della guerriglia, dell’esercito e dei paramilitari.</p>



<p>Le FARC, al pari degli altri attori armati coinvolti nel conflitto colombiano, sono state accusate di numerosi crimini di lesa umanità –massacri, violazioni sessuali, reclutamento forzato anche di minorenni- e saranno giudicate in un tribunale dove si dovranno confrontare con le loro vittime. Lì potranno essere condannate a pene alternative.</p>



<p>Ma l’implementazione degli accordi di pace non può darsi per scontata. Ci sono dubbi riguardanti l’effettivo rispetto degli impegni delle parti, problemi finanziari che potrebbero impedire allo Stato di rendere concrete le promesse fatte, e un plebiscito che potrebbe rendere vani 4 anni di negoziati. Il 2 ottobre, la popolazione colombiana sarà chiamata a decidere se approvare gli accordi di pace o rifiutarli.</p>



<p><em>Articolo pubblicato da Il Fatto Quuotidiano il 27.09.2016.</em></p><p>The post <a href="https://sobreamericalatina.com/it/2016/09/27/le-farc-abbandonano-la-lotta-armata-e-fondano-un-partito-politico/">Le FARC abbandonano la lotta armata e fondano un partito politico</a> first appeared on <a href="https://sobreamericalatina.com">Sobre América Latina - Blog de Orsetta Bellani</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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